La Programmazione Neurolinguistica, altrimenti conosciuta come "PNL", non è una teoria psicologica, né un semplice metodo o disciplina per recuperare il benessere psicofisico, bensì un particolare approccio allo studio del comportamento.
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Come Nasce la PNL?
La PNL nasce agli inizi degli anni settanta dalle ricerche di Richard Bandler, esperto di informatica, e di John Grinder, linguista. Bandler e Grinder modellarono alcuni "maghi" della psicoterapia, tra cui Milton Erickson e Virginia Satir, così come famosi professionisti di altri settori in grado di ottenere con regolarità risultati nettamente superiori alla media. Il risultato fu l'estrazione della "struttura" del loro lavoro. Per "modellamento" s'intende quel procedimento attraverso cui un comportamento complesso, come ad esempio guidare l'auto, viene scomposto nelle sue componenti elementari, fino a renderlo totalmente manifesto e consapevole.
Il punto è che tutto ciò che facciamo veramente bene lo facciamo in automatico, senza cioè renderci conto di ogni singola azione. Un bravo pianista esegue un pezzo quasi senza sapere su quali tasti volano le sue dita. Lo stesso può dirsi del guidare l'auto: arrivati a destinazione, se qualcuno ce lo chiedesse, non sapremmo dire quante curve abbiamo fatto, quanti semafori abbiamo passato, quante volte abbiamo frenato, quante marce abbiamo cambiato.
Il fine del modellamento è individuarne tutte le fasi che compongono un certo comportamento, al fine di poterlo riprodurre a piacimento e trasmettere ad altri. La PNL ha modellato la sintassi operativa di illustri figure nei vari settori di attività, traendone procedure che possono essere insegnate a chiunque voglia ottimizzare le proprie capacità e acquisirne di nuove. Se gran parte delle teorie psicologiche nascono in risposta alla domanda "perché avviene?" rivolta ad un certo comportamento, la PNL nasce in risposta alla domanda "come avviene?". In altre parole, non ricerca spiegazioni bensì di modelli operativi.
Come Funziona?
La PNL si focalizza sulla "struttura dell'esperienza individuale", sul "come" si ottengono certi risultati, siano essi desiderabili o indesiderabili. Una sorprendente scoperta è che anche le reazioni e i comportamenti indesiderabili, come essere ossessionati da un pensiero, avere paura di una malattia, provare timidezza, mangiare troppo, vivere il proprio lavoro come una perenne fatica e via dicendo, sono pur sempre "risultati" di processi interni, che noi attuiamo in automatico, ossia al di sotto della soglia di consapevolezza. Le situazioni esterne hanno sì il loro peso, ma un'importanza ancora maggiore è ricoperta dal processo interno di elaborazione delle informazioni, ossia dal modo in cui descriviamo, valutiamo, spieghiamo e interpretiamo la nostra esperienza.
Rendendoci conto di tutto ciò, possiamo recuperare una piacevole sensazione di conforto che deriva dalla possibilità di gestire anche quelle situazioni e quei comportamenti che abbiamo considerato come il nostro limite. Giungiamo alla conclusione che i problemi non sono "entità da eliminare" quanto piuttosto semplici segnali del fatto che non riusciamo, in un dato frangente, a recuperare le risorse di cui avremmo bisogno.
Eliminare un problema sarebbe come prendere un secchio e cercare di gettare il buio fuori dalla finestra: tutto quello che dobbiamo fare è semplicemente azionare l'interruttore che accende la luce. La PNL affronta i problemi come se fossero dei vasi vuoti, facilitando cioè l'accesso a quelle risorse personali che appaiono inacessibili, quelle risorse che occorrono in un dato frangente per risolvere uno specifico problema o raggiungere un certo obiettivo. Non si tratta di eliminare qualcosa che non va, bensì di acquisire più scelte: avere una sola possibilità significa essere degli automi, averne due significa essere intrappolati in un dilemma, averne almeno tre significa essere liberi di operare scelte reali.
Quali obiettivi si prefigge?
Gli obiettivi che la PNL si propone di raggiungere sono lo sviluppo delle risorse e del potenziale personale, il miglioramento della qualità della vita, l'aderire ai criteri di efficacia e di efficienza nel perseguimento dei propri obiettivi, il problem solving nell'ambito sia personale che sociale. Le strategie comunicative e i protocolli della PNL servono a produrre cambiamento là dove vi siano comportamenti indesiderati e a ottimizzare quelli già esistenti che producono un risultato desiderato. L'essenza del lavoro che si compie con la PNL può sintetizzarsi nella frase: incrementare la possibilità di scelta attraverso il recupero delle proprie risorse.
Come può avvenire il cambiamento?
Nella nostra cultura l'idea del cambiamento ricorda il mito di Sisifo, che a causa della sua malvagità fu condannato da Zeus a trascinare in eterno un grosso masso lungo la china di una montagna, per vederlo poi rotolare di nuovo a valle una volta raggiunta la vetta. Soprattutto se consideriamo la situazione di disagio, pensando al cambiamento ci viene facilmente in mente un percorso lungo e faticoso. Se cercassimo di modificare il programma di un computer scrivendo con un pennarello sullo schermo, sarebbe molto difficile ottenere un qualche risultato reale e stabile.
Per modificare i nostri "programmi" interni, che guidano i nostri comportamenti, è necessario utilizzare lo stesso linguaggio di programmazione per scrivere qualcosa di diverso. Si tratta di agire direttamente all'interno di quella "scatola nera" che è la nostra mente, sfruttando l'innata capacità del cervello ad apprendere in modo istantaneo.
La PNL ha sviluppato psicotecnologie estremamente avanzate che si basano sul fatto che il cervello è una macchina perfetta che si è evoluta nel corso di oltre quattro milioni di anni con la funzione di apprendere in modo istantaneo. Una prova? Siamo sopravvissuti come specie! Anche se non ce ne rendiamo conto, molti dei comportamenti che ci permettono ogni giorno di adattarci al nostro ambiente sono stati appresi in pochi secondi, se non addirittura "istantaneamente".
Quando eravamo bambini non abbiamo impiegato molto tempo ad apprendere che il fuoco brucia e l'acqua disseta. Per apprendere in modo istantaneo occorre utilizzare il cervello come una matrice multidimensionale. Facciamo l'esempio dello studente che a scuola apprende una lingua con scarso profitto, fino a che decide di recarsi all'estero. Si può così accorgere che, contrariamente alle sue aspettative, è in grado di imparare la lingua parlata in quel luogo in tempi assai brevi.
Cosa c'è di diverso rispetto a prima? Mentre a scuola l'apprendimento avveniva all'interno di una situazione artificiale, trascorrendo del tempo nel luogo dove si parla quella lingua lo studente si trova letteralmente immerso in un flusso continuo di stimoli di varia natura, non solo uditivi ma anche visivi, tattili, olfattivi e gustativi. Utilizzando ciò che in PNL sono chiamati i "sistemi rappresentazionali" è possibile riprodurre una situazione di apprendimento naturale, in cui le nostre potenzialità sono utilizzate appieno, il che da come risultato appunto l'apprendimento istantaneo.
Applicare la PNL nel problem solving non significa risolvere tutto e subito, bensì iniziare a ricondurre il problema alle sue componenti fondamentali, che potranno essere così affrontate molto più agevolmente. Il punto è che molto spesso non riusciamo a vedere i nostri problemi e i nostri obiettivi come un'insieme di "pezzi" più piccoli, che possono essere affrontati uno alla volta.
Se dovessimo trasportare un'auto con una carriola saremmo in serie difficoltà, poiché l'auto è molto più grande della carriola. Uno stratagemma a cui potremmo ricorrere è smontare l'auto pezzo per pezzo, in modo da poterne trasportare uno alla volta. Nel caso dei problemi, avendo a che fare con "grossi pezzi" siamo spesso confrontati con i nostri limiti, proprio come se dovessimo trasportare un'auto intera con una carriola. Ma se iniziamo a smontare il problema in pezzi sempre più piccoli, allora riusciremo ad affrontare con successo ogni pezzo, uno alla volta e in tempo reale.
Quali sono le caratteristiche fondamentali della PNL?
Tirando le somme di quanto detto finora, la PNL mostra alcuni aspetti fondamentali.
I sistemi rappresentazionali: il cambiamento istantaneo avviene agendo attraverso i nostri fondamentali modi di organizzare la nostra esperienza, che costituiscono nel loro insieme la base stessa dell'attività psichica. Nel processo di "pensiero" possiamo individuare costituenti elementari nella forma di immagini, suoni, sensazioni, rappresentazioni gustative e olfattive. Agendo direttamente su tali rappresentazioni interne è possibile impartire al nostro cervello precisi comandi su cosa vogliamo che faccia. C'è la stessa differenza del dire a qualcuno "Vieni a casa mia" oppure "Prendi l'auto, esci dal parcheggio, arriva fino a piazza Duomo, poi continua dritto per 2 chilometri, gira a destra al 3° semaforo, poi al n° 5 di corso Ticino fermati e suona al campanello su cui c'è scritto "Mario Rossi" e sei arrivato!". Se andiamo alla stazione e chiediamo al bigliettaio un biglietto per il treno che va nella città in cui vogliamo andare, non otterremo alcun biglietto: dobbiamo, infatti, essere accurati nella nostra richiesta.
La lettura del pensiero: la PNL ha messo a punto diverse tecniche per "leggere nel pensiero". Si tratta di individuare il tipo di "programma" o processo di elaborazione delle informazioni che avviene, momento per momento, nella mente delle persone. Nel caso delle situazioni di disagio questo fatto appare di grande importanza, giacché permette di individuare direttamente il modo in cui una persona sta letteralmente "creando" il suo problema. Conoscendo il modo in cui noi creiamo i nostri problemi, nei termini delle rappresentazioni elementari che assembliamo in sequenza come le perle di una collana, diviene spesso possibile risolverli in tempo reale. La lettura del pensiero si basa sulla struttura del nostro sistema nervoso centrale, che permette di stabilire precise correlazioni tra processi mentali e la comunicazione verbale non verbale in atto.
Il cambiamento a livello formale: una lunga tradizione di pensiero psicologico ci ha indotti a pensare che per risolvere i problemi che ci affliggono occorre conoscerne il contenuto. In realtà, il vero cambiamento riguarda la forma dei nostri processi mentali piuttosto che il loro contenuto. Mentre i contenuti cambiano continuamente, la struttura dell'esperienza individuale tende, infatti, a rimanere stabile nel tempo. Esempi sono dati dalla tendenza che molti di noi hanno ad allacciare rapporti con persone che riflettono gli stessi tratti di personalità, a ritrovarsi in situazioni per molti versi analoghe e spesso frustranti, a mettere in atto comportamenti analoghi. Di conseguenza, un cambiamento stabile non tocca necessariamente il livello del "cosa", ossia del contenuto, bensì del "come", appunto il livello formale.
Come è possibile risolvere i problemi e raggiungere gli obiettivi prefissati attraverso la PNL?
Quando siamo afflitti da un problema la prima reazione è sovente chiederci "perché lo abbiamo?" piuttosto che "come facciamo a crearlo?". È un po' come se conoscerne le presunte cause implicasse la sua soluzione. Ciò si dimostra vero per molti eventi che appartengono al mondo fisico, come nel caso di "perché il rubinetto perde?", "perché è consunta la guarnizione".
Lo stesso non può certo dirsi per molti problemi che ci affliggono, come nel caso delle nostre reazioni emotive, dei comportamentali disfunzionali e delle relazioni problematiche. Andando alla ricerca di spiegazioni anziché di modelli operativi si rischia di rimanere intrappolati in teorie sempre più complesse che divengono una sorta di ragnatela inestricabile e nelle quali non sono necessariamente contenute le tanto desiderate "soluzioni". Molto spesso la spiegazione può essere considerata il sostituto della soluzione, perciò quando quest'ultima non appare raggiungibile finiamo per accontentiamo dell'altra, come una sorta di premio di consolazione.
Ma spingiamo oltre in questa considerazione. Supponiamo che qualcuno rubi un oggetto prezioso e che si rivolga la domanda "perché quell'oggetto è stato rubato?" ad uno psicologo, ad un sociologo e ad un filosofo. Valendoci della nostra fervida immaginazione possiamo presumere che lo psicologo risponderà che il ladro non ha saputo controllare i suoi impulsi e che li ha subito tradotti in azione. Il sociologo potrà rispondere che egli apparteneva ad una fascia sociale economicamente svantaggiata e perciò che ha cercato di raggranellare un po' di denaro per tirare avanti. Infine, il filosofo potrà avanzare l'ipotesi che quella persona ha perduto la capacità di discernere tra il bene e il male, che la sua coscienza ha vacillato. Come affermò lo stesso Einstein, in realtà le teorie ci dicono di più su chi le elabora piuttosto che sull'oggetto a cui si riferiscono. Ricercando modelli operativi vengono invece individuati i modi attraverso cui creiamo i problemi che ci affliggono o raggiungiamo eccellenti risultati.
Com'è possibile saperne di più sulla PNL?
Andando alla pagina "e-book" è possibile leggere gratuitamente le prime pagine dell'e-book "Manuale di PNL".
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